LA MACCHINA DEI SOGNI ONLUS

L'Associazione nasce nel 1997 per scelta di un gruppo di docenti che già da molti anni lavoravano individualmente e talvolta in gruppo per migliorare l'istruzione e soprattutto per fare in modo che i bambini con minori possibilità cognitive, con difficoltà di ogni genere, potessero avere l'opportunità di educazione e formazione di altri in condizioni migliori. Il nome inizialmente fu "Amanecer" (albeggiare) ma, nel mese di marzo 1998, durante l'espletamento delle pratiche per ottenere la "personeria juridica" (riconoscimento di Persona Giuridica) si decise di adottare il nome del libro pubblicato in Italia (La Macchina dei Sogni di José Luis Cavalieri) di cui erano stati ceduti i diritti d'autore. Così nasce "La Asociación Civil sin fines de Lucro: La Máquina de los Sueños". S'incorporano ad essa, oltre a docenti, psicologi e assistenti sociali, anche persone di buona volontà disposte a migliorare le condizioni dell'infanzia e in special modo a sostenere la loro istruzione. L'Associazione non ha nessun tipo di legame con entità religiose o politiche.

 

I fondi necessari per il funzionamento dell'Associazione provengono dalle quote versate dagli associati e, fondamentalmente, dall'attività della "Consultoria Pedagogica" costituitasi nel '99, dove specialisti dell'Associazione ed altri, chiamati per certe specifiche tematiche, dettano corsi di perfezionamento per docenti del livello iniziale e per la Scuola dell'Obbligo e per i quali viene richiesto un contributo. Tali corsi, che sono riconosciuti dal Ministero nella Provincia di Buenos Aires ed anche a livello nazionale (iscrizione nella Rete Federale di Formazione Docente) sommando punteggio nelle graduatorie, vengono talvolta organizzati come "Giornate di Perfezionamento Docente" il che permette la partecipazione a corsi e tirocini collettivi a più di cento docenti. Inoltre si organizzano incontri corali, spettacoli per bambini, cene  spettacolo, lotterie, ecc, oltre alla vendita di oggetti, costruiti artigianalmente dai membri dell'Associazione, e del libro "La Máquina de los Sueños". Ci sono poi anche i fondi ricavati in Italia dalle attività dell'associazione in Roma oltre quelli provenienti dalla vendita dei libri "La Macchina dei Sogni" ed "I Giorni dell'Ombù". Nello stesso anno 1998, e per dare un contributo di sostegno, diffusione e centralizzazione degli aiuti dall'Italia, è nata a Roma L'Associazione Culturale La Macchina dei Sogni. Da allora, si porta avanti il progetto di adozioni a distanza che viene chiamato: "Padrinos Escolares" grazie al quale i bambini in situazione di difficoltà (individuati dalle istituzioni della zona e dall'associazione stessa), tramite il contributo di uno o vari "Padrinos", possono avere tutto il necessario per la scolarità oltre ad essere seguiti in tutti gli aspetti, sia cognitivi che psicologici, dai volontari dell'associazione. Ci sono attualmente una sessantina di ragazzi in questo progetto (tra i quali due seguono studi universitari) e, tra i bambini, tre sono portatori di handicap (visivo, uditivo, mentale).

 

La zona in cui svolge fondamentalmente l'attività si chiama "Las Quintas" e si trova nell'estrema periferia della città di La Plata. Si lavora inizialmente sostenendo l'attività delle scuole presenti e nei locali di un Asilo Nido si svolgono le lezioni di ripetizioni, arti applicate, inglese e l'assistenza pedagogica e psicologica. La zona è caratterizzata da costruzioni precarie in un tessuto urbano precario con strade di terra che con la pioggia diventano quasi impraticabili. Anche le scuole sono costruzioni abbastanza precarie e nella maggior parte sono nate grazie all'iniziativa e alla buona volontà dei privati cittadini o sacerdoti. Nate così come scuole private sono state poi riconosciute dal Ministero e, da quel momento, lo Stato paga gli stipendi e passa un contributo minimo mensile per ogni alunno per l'organizzazione della mensa scolastica (contributo oggi effettivo). Le scuole lavorano con due turni di alunni, tenendo in piedi la mensa scolastica che prepara da mangiare (a volte l'unico pasto per questi bimbi) per i due turni.

 

 "Barrio Las Quintas" distretto di La Plata. Gli abitanti di questa zona sono in gran parte immigrati interni, vale a dire famiglie venute dalle province dell'interno cercando lavoro, o dai paesi confinanti (Paraguay, Bolivia soprattutto); vi è anche una comunità di indiosToba (circa 30 famiglie), ci sono poi gruppi familiari spinti verso la periferia dall'impossibilità di far fronte ai costi delle abitazioni in zone più vicine al centro cittadino. Attualmente l'attività lavorativa è il problema principale giacché la crisi economica ha fatto sì che la gran parte dei capi famiglia perdesse il lavoro, cosa che diventa un dramma e che porta ad una situazione di povertà estrema.

 

L'Associazione, anche se lavora in questa zona, allarga la propria attività in altre zone e situazioni della città, principalmente coinvolgendo nelle adozioni a distanza bambini i cui casi sono stati segnalati da scuole, da assistenti sociali, ecc. o da conoscenza diretta dell'associazione. L'Associazione gestisce un terreno che è stato donato da un privato e dove ha costruito il primo modulo dellapropria sede. Nel lotto sono stati realizzati inizialmente lavori d'infrastruttura, la recinzione, rampe di accesso, scarico delle acque nere, marciapiede, impianto dell'acqua, impianto elettrico, costruzione di una casa prefabbricata per la famiglia residente, ecc.

 

In questi primi anni, L'Associazione ha beneficiato di aiuti pervenuti sia da gruppi italiani che stranieri. Fra questi il più consistente è arrivato dal FONDO FAO DELL' 1% PER LO SVILUPPO. Sempre dalla FAO, da gruppi del personale, è arrivato il contributo dell'U.N.W.G (Women's Guild of Rome), del gruppo F.F.F (Fastin For Food -Digiunare-Aiutare) e della FAO STAFF COOP, cooperativa del personale che, da una parte pubblica periodicamente gli articoli dell'Associazione nella rivista della FAO e dall'altra vende (per conto dell' Associazione) i prodotti preparati per raccogliere fondi. Sono pervenuti aiuti economici anche dalla COOPERATIVA UNICOMONDO- L'albero del pane (commercio equo e solidale di Vicenza) che ha in vendita i prodotti dell'Associazione, oltre al meritevole sostegno di privati cittadini che hanno sottoscritto l'impegno di adozione a distanza. Ed infine vengono devoluti a favore dell'Associazione anche i fondi ricavati dalla vendita del libro LA MACCHINA DEI SOGNI (edizione Il Calamaio - Roma) annessa alla versione in spagnolo del libro (edizione Al Margen - La Plata) , I GIORNI DELL'OMBU' (ed. IL CALAMAIO) e il libro di poesieLITERNAUTA (la macchina dei sogni-pubblicazioni), tutti di José Luis Cavalieri.

 

In Italia dal 1998, l' Associazione La Macchina dei Sogni si occupa di divulgare e promuovere il progetto di adozioni a distanza, di centralizzare gli aiuti economici e di organizzare manifestazioni culturali e vendita di prodotti destinati a finanziare il progetto. Dal 2009 l'Associazione ha deciso di espandere le proprie possibilità d’azione e di promozione di progetti dall’Italia sollecitando il riconoscimento in ONLUS concentrando il suo lavoro in relazione alle "adozioni a distanza" dei bambini e dei progetti volti a migliorare le condizioni generali di vita di zone disagiate  ed entrando in relazione con enti ufficiali ed associazioni di volontariato nei campi educativo, sociale, sanitario, ecc.

 

Il primo modulo edilizio si inizia a costruire nel 2000. La sua superficie è di circa 60 mq, ha due vani e tre piccoli bagni, di cui uno per disabili, ed è stato inaugurato nel dicembre 2001. Da quel momento le attività educative, che venivano organizzate in modo itinerante, vengono realizzate nei locali propri: si svolgono corsi di lingua inglese, italiana, informatica, ripetizioni per alunni fino al ciclo medio, arti plastiche, un servizio giornaliero di merende ed uno settimanale di parrucchiere per bambini ; a queste si vanno aggiungendo altre, nate grazie al lavoro volontario che si allarga sempre più. Inoltre, essendo anche un punto di riferimento per la comunità, s'iniziano ad organizzare attività di tipo artigianale che coinvolgono le famiglie e soprattutto le donne.

 

Il secondo modulo edilizio, simile al primo, si inizia a costruire alla fine del 2001, anno in cui scoppia una grave crisi economica. Per far fronte a questa emergenza si utilizza questo modulo per le attività destinate agli adulti. Inizia così il Progetto "Manos a la Obra" (Mettiamoci al lavoro) tramite il quale si organizza il lavoro comunitario della terra e si tengono corsi di preparazione professionale quali cucina, pasticceria, taglio e cucito. Nell'attualità oltre 30 persone si sono diplomate ed hanno ottenuto la tessera sanitaria grazie a questi corsi. Inizia anche l'attività di un mercatino per la vendita di vestiario e si apre al pubblico la biblioteca popolare.

 

Nel 2003 l’Associazione, che dal 1998 ha custodito e preservato il parco adiacente installando anche giochi per bambini, panchine e gazebo, ottiene dal Municipio la cessione della gestione come Parco Pubblico, l’unico parco nel raggio di molti chilometri. I nuovi custodi, una coppia non più giovane arrivata dalla lontana provincia di Misiones, si occupano anche della manutenzione del parco e della sua apertura durante il giorno. In questi primi anni d’attività, i docenti dell’associazione riscontrano che, con l’aggravarsi della crisi, i bambini che arrivano all'età della scuola dell'obbligo (cinque, sei anni) hanno già compromesso molte capacità cognitive a causa delle pessime condizioni dei primissimi anni di vita. Per rispondere a queste esigenze s’inizia quindi ad elaborare il terzo progetto “Jardin Maternal”, una struttura per accogliere in modo assolutamente gratuito i bambini dai primissimi giorni di vita ed informare e seguire le gestanti in ogni aspetto. Nello stesso anno, grazie al contributo dell’Associazione "Avvocati per Bambini" di Roma ed ai fondi raccolti con le attività dell’associazione Italiana, si dà inizio alla costruzione della prima aula del Nido che viene inaugurata ed inizia la propria attività nell’anno scolastico 2004, accogliendo bambini di 2 e 3 anni.

 

Per far fronte alle crescenti necessità, negli anni successivi si accelerano i lavori per creare altre aule e raggiungere l’obiettivo di accogliere tutte le fasce d’età comprese tra i due e i cinque anni. I lavori sono finanziati in larga parte con i fondi raccolti dall’associazione di Roma che, grazie alla collaborazione ininterrotta degli attori amatoriali del Gruppo Teatrale della FAO (che dal 2005 diventano parte integrante dell’Associazione), organizza due o tre spettacoli musicali e teatrali per anno che ottengono grande partecipazione e consenso di critica e pubblico.

 

A 10 anni dalla nascita dell'Associazione il suo “Jardín Maternal” ha iniziato l’anno scolastico 2007 vantando uno spazio complessivo di 240 mq, gestito da 5 maestre, una direttrice ed una bidella che accolgono gratuitamente in due turni 120 bambini dai 2 ai 5 anni. Parallelamente procede, grazie al lavoro dei volontari, l’attività formativa per 56 bambini in adozione a distanza e per più di cento bambini della comunità che partecipano ai corsi o che utilizzano il materiale della biblioteca popolare costruita dall’Associazione.

 

Il parco pubblico è largamente utilizzato dalla comunità della zona e viene anche richiesto da istituzioni e scuole per le loro attività. Per questo è molto apprezzato il lavoro dei custodi che dedicano amorevolmente la loro giornata a mantenere la struttura nel migliore dei modi e con la loro presenza continuativa contribuiscono a saldare i rapporti con la comunità e a dare a tutta “La Máquina” un’atmosfera familiare e ad ogni visitatore l’idea inequivocabile che tra quei muri si muove un’energia vitale e una forza solare, frutto del lavoro e della dedizione di chi vi lavora.

 

Gli aiuti ricevuti dalle istituzioni sono limitati alla consegna settimanale di qualche litro di latte, di una borsa di frutta e di qualche chilo di zucchero o farina che le volontarie sfruttano al massimo e con mille accorgimenti. Al momento si stanno finalizzando le pratiche per avere l’esenzione definitiva dall’IVA e da alcune tasse municipali. Il lavoro dell’Associazione compie quindi i suoi primi 10 anni. Sono stati anni molto difficili nei quali l’Associazione ha guadagnato la fiducia dei cittadini della zona e si è trasformata in un punto di riferimento ed un polo d’aggregazione, dove trovare ed imparare ad utilizzare gli strumenti per conoscersi e riconoscersi e dove provare a ricostruire i presupposti di una comunità civile e solidale. Lavorando sul tessuto sociale, l’Associazione ha educato tanti bambini, alcuni dei qualisono giunti all’Università, portando speranza nelle loro anime di futuri adulti e prospettando per loro un futuro più luminoso, non condizionato e segnato dalle difficoltà ma aperto alla possibilità di essere costruito diverso e migliore.